Nel capolavoro di Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, la città di Trebisonda viene menzionata come una delle grandi corti cavalleresche dell'immaginario del protagonista. Il riferimento all'Imperatore di Trebisonda rivela come la città fosse entrata nel mito europeo.
Il contesto nel romanzo
Don Chisciotte, nella sua follia cavalleresca, sogna di compiere imprese degne dei grandi cavalieri erranti. Tra i sovrani che immagina di servire o uguagliare figura l'Imperatore di Trebisonda — un riferimento che nel contesto dell'opera simboleggia la grandezza mitica e irraggiungibile dell'Oriente.
Trebisonda nei romanzi cavallereschi
Il riferimento cervantino non è casuale. Trebisonda era un nome ricorrente nei romanzi cavallereschi del XV e XVI secolo — quel genere letterario che Don Chisciotte leggeva ossessivamente. In queste opere, Trebisonda rappresentava un regno esotico, ricco e avventuroso, spesso governato da imperatori saggi o principesse bellissime.
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L'Impero di Trebisonda, con la sua reale storia di diplomazia, commerci e principesse date in spose a sovrani stranieri, forniva un fondamento storico a queste fantasie letterarie.
La connessione con l'espressione italiana
Il fatto che Don Chisciotte — il personaggio letterario che più di ogni altro ha perso il contatto con la realtà — menzioni Trebisonda crea un collegamento ironico con l'espressione italiana perdere la trebisonda. Don Chisciotte è, letteralmente, un uomo che ha perso la trebisonda: ha smarrito il suo orientamento nella realtà.
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Trebisonda nell'immaginario europeo
Il caso del Don Chisciotte dimostra che, nel XVI-XVII secolo, Trebisonda era entrata nell'immaginario collettivo europeo come simbolo di un Oriente favoloso e lontano. Questa mitizzazione contribuì alla trasformazione della parola da nome proprio a nome comune nella lingua italiana.